PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CAMICI SPORCHI" di Roberto Dantès.
ore 17 - 4 Novembre 2006 - Sala Congressi - GRANDE ALBERGO - Sestri Levante.

INTERVENTO DI SERGIO REDAELLI (Movimento Appennino Democratico)

Buona sera - un cordiale saluto a tutti - vedo con piacere tra il pubblico anche qualche associato al mio Movimento che ringrazio, come ringrazio e saluto l'amico Senatore Banti che ci onora della sua presenza. Piccolo sondaggio...quanti di voi non hanno ancora letto il libro dell'amico Santi, Roberto Santi, che firma il suo libro con il pseudonimo Roberto Dantès? - Sinceramente, alzino la mano...scusatemi, è una battuta, amo i sondaggi, (malformazione professionale) e volevo calcolare quanti libri avrebbe potuto vendere alla fine di questa serata...! - Ringrazio Roberto per avermi invitato alla presentazione del suo libro. E' una presentazione diversa dalle solite, perchè si tratta di un libro diverso, importante, molto importante perchè riguarda la "salute" la salute fisica di tutti, e se è vero che i proverbi sono, rispecchiano, la saggezza dei popoli e non per nulla ci vengono tramandati dagli anziani, noi abbiamo sempre sentito dire, tra le persone che si incontrano e si salutano: "ciao. come va? Ah si...insomma, eh va be' pensa alla salute" - "la salute è tutto..." - "per prima cosa la salute..." ecc. ecc.ci rendiamo conto di tale importanza. --- Un libro diverso, per tre motivi: 1) E' stilisticamente scritto bene, scorrevole, la trama cronologica ed il susseguirsi degli avvenimenti (come...colpi di scena), i nomi appropriati dei personaggi, la descrizione dei luoghi e dei dialoghi e addirittura dei sentimenti degli attori, ti avvolgono, ti lasciano perplesso e ti costringono a continuare a girare le pagine; 2) Ha scoperchiato una pentola, e che pentola...; 3) Ha suscitato, ha destato dopo pochi giorni dalla sua uscita un grande interesse e una critica positiva da parte dei "cittadini" che molti (definizione che a me personalmente non piace) chiamano "comuni", e allarmismo, contrarietà, sbigottimento da parte di diversi "operatori del settore".
Mi chiamo Sergio Redaelli, sono il coordinatore e rappresentante legale del Movimento Appennino Democratico. Un Movimento indipendente, apolitico, apartitico e aconfessionale, crediamo convintamente in una "democrazia partecipativa" considerando quella attuale nel nostro Paese essere una "democrazia incompiuta". - Non è comunque questa la sede, ne l'argomento che trattiamo questa sera, per chi desidera maggiori informazioni sulle finalità e sui risultati ottenuti, lo invito a visitare il nostro sito "appenninodemocratico.it".
Desideravo esprimere alcune brevi considerazioni, brevi poichè amo la sintesi, e perchè desidero lasciare spazio ad eventuali successivi interventi, e anche perchè, in parte, sono coinvolto(avendo vissuto ed assistito ad alcuni degli avvenimenti narrati), con il mio Movimento. - Sia ben inteso,non faccio parte dei personaggi del libro, se lo fossi stato, Roberto mi avrebbe senz'altro chiamato per esempio "Sergignu el rompi pelotas" ed il mio Movimento " Mucchio Selvaggio de Muntagnard".
Nei primi giorni di agosto del 2003, (vedi Corriere Mercantile del 8 agosto 2003) in una lettera inviata al Direttore Generale dell'ASL 4, all'Assessore Regionale alla Salute e all'On. Gabriella Mondello, il nostro Movimento aveva richiesto, su pressione dei cittadini residenti nei comuni dell'entroterra, chiarimenti relativi alla situazione del pronto soccorso di Lavagna, in relazione alle contestazioni e alle polemiche riportate anche dai mass media. I cittadini del nostro territorio da mesi lamentavano in modo crescente disservizi e disagi circa le prestazioni richieste alla struttura di emergenza: disservizi e disagi che creavano una situazione estremamente negativa con il rischio di compromettere la salute dei cittadini. - (era il periodo che a dirigere il Pronto Soccorso era stata nominata la dottoressa Helga Butirrosa in sostituzione della dottoressa Marcella Jovine, destinata, fra l'altro ad una struttura ancora da istituire chiamata Area Critica). - Dopo pochi giorni rispose il dottor Francesco Guiducci, direttore generale del dipartimento sanità della Regione Liguria, inviandoci per conoscenza la lettera inviata al Direttore Generale asl 4 Dott. Carlos Arcano, nella quale lo pregava di voler assicurare,nell'ambito di un rapporto di collaborazione, ogni utile informativa richiesta dal nostro Movimento, informativa che effettivamente ci giunse dopo pochissimi giorni, precisandoci la deliberazione con la quale era stato approvato un piano di organizzazione aziendale e di seguito i curriculum relativi alla dottoressa Marcella Jovine e alla dottoressa Helga Butirrosa. - La faccenda finì lì...!
Sia chiaro, cari amici, non voglio addentrarmi sull'argomento "mala sanità" purtroppo se ne sente parlare tutti i santi giorni dai mass media, tuttavia con preoccupazione devo rilevare che alcuni medici di base, non solo dell'entroterra ma anche della costa, dirottano i propri pazienti che necessitano di vari interventi, in strutture sanitarie anche fuori regione. Un mio amico medico un giorno mi disse: vedi Sergio, sto' in pensiero, mio figlio va in motorino,e ho paura che si faccia male, ma quello che mi preoccupa maggiormente è che venga ricoverato nel pronto soccorso della ASL di Pernambuco...!
Detto questo, parlerei un po' di "Camici sporchi"- Abbiamo detto stilisticamente scritto bene, prima ho accennato ad alcune caratteristiche. Una dote che però non è emersa negli interventi che mi hanno preceduto e che io ho notato, è la "perspicacia" di Roberto, cioè lui sa intuire acutamente l'essenza delle cose. Ho letto il suo libro in un giorno e mezzo. La stessa cosa che succedeva, quando eravamo ragazzi, e si leggevano le avventure sui giornalini che uscivano a puntate e aspettavamo ansiosi l'uscita del nuovo numero per seguire l'evolversi dell'avventura. E pensare che a volte non sono riuscito a terminare di leggere alcuni libri di scrittori come Umberto Eco e come Frederick Forsyth. Letti pochi capitoli, li ho chiusi e riposti nella mia biblioteca.- Nella presentazione del libro avvenuta a Chiavari, poche settimane orsono, un giornalista definiva l'opera di Roberto un romanzo, io lo definerei un diario data la precisa cronologia degli avvenimenti, il riferimento a delibere, e le delibere sono atti pubblici, tuttalpiù abbellito da qualche pennellata di fantasia, che non travisa gli avvenimenti ne i personaggi, ma appunto, per amalgamare il tutto e per non stressare troppo il lettore. - Righe e capitoli che appena letti ti fanno ponderare e questa ponderazione non finisce lì, ti succede come quando assaggi un vino o dell'olio, che dopo, deglutito, senti il famoso retrogusto in bocca, nel palato e quindi giudichi il prodotto. Io la chiamo " la sensazione del dopo", ed è indimenticabile! - Purtroppo,aimè, sono circostanze e sensazioni che molti umani non percepiscono. -
Ha scoperchiato una pentola. Una pentola che già si sapeva cosa potesse contenere. Gli effluvi che bollendo ogni tanto emanava, quando il coperchio sospinto dal "vapore" si sollevava di poco per poi ricadere nuovamente al suo posto, erano stati un avvertimento ed un triste presentimento, a volte cruda ed incredula realtà. Roberto ha tolto il coperchio e guardando dentro siamo stati investiti da un disgusto nauseabondo, sdegno, indignazione e inquietudine. -
Le ripercussioni che hanno seguito dopo la pubblicazione del libro, sono state variegate. Ad una critica più che positiva sulla stampa ed in diversi mass media anche nazionali, a condivisioni e testimonianze tramite internet in "blog" ad esempio del Gruppo Editoriale dell'Espresso SpA, ad accanite reazioni, rimostranze e velate minacce da parte di "operatori del settore".
Mi avvio al termine del mio intervento non prima di fare rilevare che indubbiamente, nel commentare il libro "Camici sporchi", ho dipinto un quadro non proprio bello, anzi inquietante; ed allora come un bravo pittore per valorizzare un quadro non ben riuscito, ma che rispecchia la cruda realtà, ho pensato di dotarlo di una bella cornice, che è questa: Nel frattempo, mentre usciva nelle librerie "camici sporchi", nelle edicole il 29 settembre u.s. usciva il Secolo XIX che titolava "Evasori con il camice bianco". Ho pensato: andiamo di bene in meglio...! - Il mio Movimento ha deciso di inviare una lettera aperta(riportata dal Secolo XIX del 3 ottobre c.a.) alla Ministra della Salute On. Livia Turco e all'Assessore alla Salute della Regione Liguria Claudio Montaldo suggerendo, di leggere il libro di Roberto Dantès "camici sporchi" molto esaustivo sull'argomento e ritenendo esserci nel libro, alcuni elementi e consigli atti se non a risolvere (utopia) almeno ad attenuare alcune delle più gravi incongruenze del settore. A pag. 119 spiega come vengono gestite le "liste d'attesa" il sistema dell'intramoenia, le "agende chiuse" per evitare che i tempi di attesa oltrepassino i trenta giorni, ecc. ecc. - Nel contempo, al termine della lettera aperta poichè la nuova gestione amministrativa regionale, nel comparto della sanità, aveva "trovato un buco di 250 milioni di Euro", nonostante la Giunta precedente avesse dato un premio in denaro di circa 20.000 Euro ai Direttori Generali per i "brillanti risultati ottenuti"si chiedeva all'Assessore Montaldo se ritenesse opportuno, dal momento che i conti erani sbagliati, ai Signori Direttori Generali della passata gestione, di restituire i soldi erroneamente intascati. A tutt'oggi non ci è pervenuto alcun riscontro in merito. Staranno pensando il "da farsi".- Una di queste sere, mentre ero nella casa di Lavagna, sprofondato in poltrona con un pled addosso, mezzo abbioccato, avevo la televisione accesa su un programma che a Genova non vedo. La mia attenzione fu attirata dal fatto che parlavano di sanità che tutto andava bene, anzi ottimamente, ed erano tanti gli autoapprezzamenti, le note di autostima, gli autoincensamenti (mi sembrava di vedere i preti in Cattedrale che si incensano con il turibolo...) che a prima vista avevo pensato di avere la TV su quel programma di Piero Chiambretti "Markette". Ma allora, mi sono detto, < le mie ipotesi sullo stato della "sanità" sono errate>; poi, guardando meglio, mi sono accorto che non si trattava di Markette, ma di un programma chiamato "Sana Sanità..." A proposito di proverbi mia nonna mi diceva sempre: " A buon intenditore, poche parole".
Non voglio lasciarvi, cari amici, tristi e con l'amaro in bocca e giustamente non voglio fare, come si sul dire, di tutta l'erba un fascio; e allora sempre tenendo presente che la salute è la cosa più importante, se proprio volete poco, ma poco, ammalarvi, vi consiglio di farlo ove possiate essere curati nelle uniche due strutture, e sottolineo, uniche due strutture, ove potrete essere assistiti ottimamente nella ASL di Pernanbuco ove lavorano medici responsabili, con alta professionalità, gentilezza e ove antepongono la persona ammalata alla malattia e sono le strutture specialistiche di "pneumologia" del Dottor Carlo Campodonico e di "cardiologia" del Dott.M. Brignole.
Termino veramente e poichè ho l'abitudine, dopo ogni denucia di proporre o suggerire una iniziativa o un modesto rimedio, inviterei caldamente quel signore che organizza la trasmissione "Sana sanità" e che ogni anno mette in palio un premio da assegnare ad un operatore sanitario, di assegnare quest'anno l'ambito "Esculapio d'oro" al Dottor Roberto Santi, ovvero al Roberto Dantès del romanzo "CAMICI SPORCHI".

Grazie per l'attenzione.