MASCHERE
Atto 1 SCENA 1
Soggiorno con mobile- bar. Una radio.
Entra in scena Alberto. E' in vestaglia da camera ed ha sotto il pigiama.
Canticchia una canzone. Si avvicina al mobile bar e si prepara un drink.
Entra Matteo. E' in accappatoio, è appena uscito dalla doccia, e si sta asciugando i capelli con un asciugamani.
MATTEO "Dov'è il dopobarba?"
ALBERTO "L'ho lasciato nel bagno piccolo, sulla mensola"
MATTEO "Cosa stai facendo?"
ALBERTO "Mi preparo un drink"
MATTEO "Appena sveglio? Sono solo le 9 e tu ti prepari un drink! (Alberto alza le spalle) Cos'è?"
ALBERTO "Negroni, ne vuoi"
MATTEO "Figurati... non ho mai bevuto nemmeno vino a pasto"
ALBERTO "Morigerato!"
MATTEO "Alcolizzato, altro che. Tu sei un alcolizzato"
ALBERTO "Uffa, per un bicchiere..."
MATTEO "Solo un alcolizzato riesce a bere alcool appena sveglio"
ALBERTO "E' quasi un'ora che mi sono svegliato"
MATTEO "Beh, cosa cambia? Non cambia niente... un drink così, appena sveglio..."
ALBERTO "Ma è solo un goccio!"
MATTEO "E no, tu bevi troppo... una grappa la sera, l'aperitivo a mezzogiorno, un
baby alle cinque... e chissà quando non ti vedo"
ALBERTO "Non esagerare"
MATTEO "Chi riesce a bere un Negroni appena sveglio è un alcolizzato"
ALBERTO "Uffa"
MATTEO "Ti verrà la cirrosi"
ALBERTO "Bene, morirò e starai finalmente in pace"
Matteo, offeso, esce. Alberto continua a canticchiare, guarda il bicchiere con soddisfazione. Si siede sul divano e sfoglia, distrattamente, una rivista.
MATTEO (f.c.) "Alberto"
ALBERTO "Sì...."
MATTEO "Sulla mensola del bagno piccolo non c'è il dopobarba"
ALBERTO "No? Eppure ero convinto..."
MATTEO "Allora dov'è?"
ALBERTO "Aspetta che ci penso"
MATTEO "Ah, eccolo, l'ho trovato"
ALBERTO "Bene"
MATTEO (Entra. Ha i pantaloni e sta abbotonando la camicia) "Sei disordinato..... Sei disordinato e distratto"
ALBERTO "Ti vesti già? Devi uscire?"
MATTEO "No, solo non mi va di stare a casa in vestaglia"
ALBERTO "E che male c'è"
MATTEO "Non so... fa disordianato... dà l'idea di incompiuto"
ALBERTO "Ti sentissero quelli che le fabbricano e le vendono, le vestaglie..."
MATTEO "Ho sempre odiato mio padre perché in casa girava in mutande"
ALBERTO "Anche in inverno? Che coraggio"
MATTEO "Era volgare, così... volgare e incompiuto. Lo odiavo"
ALBERTO "Pover'uomo..."
MATTEO "Quando è morto non ho pianto"
ALBERTO "I veri uomini non piangono mai"
MATTEO "Provai soddisfazione"
ALBERTO "Cinico"
MATTEO "Un senso di liberazione... Lo odiavo, lo odiavo con tutto me stesso"
ALBERTO "E' tutto pronto per oggi?"
MATTEO "Sì, ho fatto la spesa ieri. Non ho trovato le cozze. Ho preso delle vongole. Volevo fare gli spaghetti come quelli che abbiamo mangiato a Sestri"
ALBERTO "Oh, favolosi"
MATTEO (teneramente) "Ricordi?"
ALBERTO "Come no, erano squisiti"
MATTEO (seccato) "A che ora saranno qui?"
ALBERTO "Alle 12, credo, o prima... non so. Ho detto loro che si pranza all'una"
MATTEO "Bene, saranno qui all'una"
ALBERTO "O prima. Ho detto loro di venire quando fossero state pronte"
MATTEO "Perché? E se non saremo pronti?"
ALBERTO "Aspetteranno"
MATTEO "Avrei preferito un'ora precisa... Che vino metto in frigo?"
ALBERTO "Un bianco... scegli tu"
MATTEO"Non stai dimenticando niente?"
ALBERTO "Come? Ah... è vero, sei astemio... metti un bianco delle Cinque Terre, andrà benissimo, ce n'è ancora in dispensa"
MATTEO "Volevo dire... Vaffanculo!" Esce.
ALBERTO "Come?" Alberto continua a sfogliare la rivista.
Suona il campanello della porta. Dopo qualche secondo Matteo rientra con il giornale.
ALBERTO "Chi era?"
MATTEO "La signora Marta, ha portato il giornale. Tieni" Glielo lancia in malo modo.
ALBERTO "Ehi, che modi! Sei arrabbiato?" Raccoglie il giornale e lo guarda, scorrendo rapidamente i titoli. Ne legge uno ad alta voce e lo commenta brevemente.
Matteo, imbronciato sta in un angolo.
MATTEO "Non me ne importa niente"