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di Roberto Santi

 

Norma è sola in casa. Cerca un vaso per sistemare il mazzo di fiori appena giunti poi rovista in un in un cassetto. Sul tavolo una montagna di telegrammi

 

Norma                         Povero ragazzo...  Te ne sei andato troppo presto... Francesco, troppo presto... Dove l’avevo messa?... Tutta la vita che diciamo di mettere a posto le fotografie... (prende una foto) Eccola! eccola qui (la guarda ed inizia a piangere sommessamente)

Entra Amedeo

Amedeo                       Norma, cosa fai?

Norma                         (gli porge la foto) Per me è la più bella fotografia di voi due

Amedeo                       (la raccoglie).  Che tempi... ricordi… Eravamo in campagna, qua c’è Laika… povera bestia, deve essere l’anno in cui abbiamo preso la maturità, credo… Questa foto ce l’aveva fatta papà (non riesce a trattenere le lacrime)

Norma                         Se ne è andato troppo presto, vero?

Amedeo                  Semmai…

Norma                    Avrebbe meritato più fortuna…

Amedeo                       Forse è stato meglio così

Norma                         Come fai a dire questa cattiveria?

Amedeo                       Cattiveria? Non ti ricordi più in che condizioni è stato per un mese? Ma hai idea di come avrebbe potuto rimanere?

Norma                    Eppure sembra il ritratto della salute…

Amedeo                  Non si può mai dire

Norma                    Forse è meglio che tu ti faccia qualche esame, adesso… Hai visto quanti telegrammi?

Amedeo                  Sì, è impressionante… non pensavo che fosse così conosciuto…

Norma                         … e amato

Amedeo                  Io non posso ancora crederci

Norma                    Diciamo che eravamo preparati

Amedeo                  Alla morte di un fratello non si è mai preparati. Non c’è più nessuno della mia famiglia… sono rimasto solo… solo, capisci?

Norma                    Amore, ma tu hai me… Milena… Gerald… perché dici così?

Amedeo                  Un fratello è un fratello… e gemello poi… Sai che quando si è sentito male in albergo… io ero in bagno, lui in camera, mi sono sentito male anch’io? Non riuscivo a respirare

Norma                    Non mi avevi detto niente

Amedeo                  Per non spaventarti. Mi sentivo morire e ho pensato a lui. Sono uscito di corsa e Francesco era riverso sul letto… si è accasciato senza un lamento… sembrava morto… anzi… praticamente lo era già (piange)

Norma                    Ho letto su un giornale che ai gemelli succede a volte di provare le stesse emozioni

Amedeo                  E’ tutta la vita che ci succede… ci succedeva… così. E’ successa la stessa cosa a lui quando io ho avuto l’incidente cinque anni fa’ e un sacco di altre volte. Per noi era normale così

Entra Maria Grazia

Norma                         E’ permesso?

Amedeo                       Avanti, avanti

Maria Grazia                (Quando vede Amedeo ha un sobbalzo tra la sorpresa e lo spavento) Oh… (accenna a fuggire, ma torna sui suoi passi)

Amedeo                       Maria Grazia… sembra che abbia visto un fantasma…

Maria Grazia                (sgomenta) Io pensavo… ho visto i manifesti, ma ora…

Amedeo                       E’ mio fratello…

Maria Grazia             Mi scusi, (con un sospiro di sollievo) ma siete proprio due gocce d’acqua. Condoglianze, signor Carpi (lo saluta). Le porto anche quelle di mia zia Argentina

Amedeo                       E’ ancora viva?

Norma                         Amedeo....

Maria Grazia                Ma non è mica così anziana

Amedeo                       La confondo con qualcun altra... scusa, scusa.... (scoppia a piangere)

Maria Grazia                Non faccia così (si commuove) e la signora Norma?

Amedeo la indica senza alzare il volto e continua a singhiozzare sommessamente

Maria Grazia                (dirigendosi verso...) Norma...

Norma                         Maria Grazia cara... cara Maria Grazia

Maria Grazia                (abbracciandola) Che tragedia... che disgrazia... io... io... un così brav’uomo... non ho parole

Norma                         Non servono le parole. Un brav’uomo? Un santo, direi

Maria Grazia             Ha proprio ragione, signora... Gli volevamo bene tutti qui in città

Norma Grazie... grazie per essere venuta