Classifiche sanitarie poco chiare: il Bianco e il Nero

Turco, confermato secondo posto Italia in classifica Oms

 

Roma, 2 ott. (Adnkronos Salute) - E' confermato il secondo posto dell'Italia nella classifica dei sistemi sanitari nazionali, stilata dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 2000. E ora una convenzione con l'Oms contribuirà alla valutazione permanente dell'assistenza sanitaria italiana e alla promozione delle buone pratiche. E' questa una delle novità annunciate oggi dal ministro della Salute Livia Turco in occasione della conferenza stampa in vista dei 30 anni del Ssn, a cui ha partecipato anche il premier Romano Prodi, a Palazzo Chigi a Roma. "Il Sistema sanitario nazionale dovrà essere sempre monitorato - annuncia Turco - con l'Oms. E' una proposta italiana che servirà alla promozione delle buone pratiche nell'assistenza sanitaria". Per questa ragione il ministero della Salute ha deciso di costituire un Comitato indipendente per la valutazione del Ssn, composto da personalità appunto indipendenti nel campo della medicina, della sanità e del management sanitario, con il coinvolgimento attivo dell'Oms attraverso un'apposita convenzione che costituirà "il primo esempio di collaborazione diretta per la valutazione dei Servizi sanitari tra Oms e un Paese membro". "Il secondo posto guadagnato dal Ssn nella classifica stilata dall'Oms nel 2000 - dice Turco - è confermato. Non nascondo che esistono ancora dei problemi nel nostro Paese, tra cui quello delle liste d'attesa". Sull'ormai famosa graduatoria dei sistemi sanitari interviene anche il direttore Oms Italia, Roberto Bertollini, che spiega: "si tratta di una classifica che tiene conto di alcuni paramentri, tra cui l'esito delle malattie, contributo versato dai cittadini e la risposta alla domanda di assistenza. Certo - aggiunge - non teneva conto delle liste di attesa, ma di quei paramentri che l'Oms ha ritenuto che caratterizzassero meglio la qualità del Ssn". La 'classifica' mondiale che ha assegnato la medaglia d'argento al Ssn italiano, dietro solo a quello francese, risale oramai al 2000. "Ed è frutto dell'analisi dei dati dell'anno precedente", precisa Bertollini. Dunque ha quasi 10 anni. "Ma in vista non c'è un suo aggiornamento. Almeno per il momento", aggiunge l'esperto dell'Oms che ricorda come "sia il frutto di un lavoro molto lungo e rigoroso su alcuni parametri che erano stati scelti come indicatori base della qualità dell'assistenza sanitaria. E i risultati - ricorda - non piacquero a molti. Allora come oggi - conclude - ci furono vibrate proteste e accese discussioni, perché alcune nazioni si videro posizionate indietro nella classifica".

 

Il Servizio sanitario italiano si è classificato al 18esimo posto dell'Euro Health Consumer Index (EHCI), la classifica annuale dei servizi sanitari nazionali europei considerati sotto cinque aspetti fondamentali per i consumatori: i diritti e l'informazione dei pazienti, i tempi di attesa per le prestazioni, i risultati delle terapie, la generosità del sistema e l'accesso ai farmaci. La nostra sanità, dunque, appare poco a misura di consumatore, secondo l'indagine condotta dalla Health Consumer Powerhouse, un'organizzazione di analisi e informazione specializzata con sede a Bruxelles. E nella sua mediocre prestazione l'Italia è in compagnia di Repubblica Ceca, Regno Unito, Malta, Spagna e Slovenia. La vincitrice di quest'anno è stata invece l'Austria con 806 punti, seguita da Paesi Bassi (vincitore nel 2005), Francia (vincitore nel 2006), Svizzera, Germania e Svezia. Su cinque categorie composte da 27 indicatori, l"Italia ha ottenuto 80 punti su un potenziale di mille. "L'accesso diretto alle cure specialistiche - ha commentato Arne Bjoernberg, Research Director dell'EHCI - potrebbe portare a una decisa riduzione dei lunghi tempi di attesa. Ma il sistema sanitario italiano appare dominato da baroni in camice bianco". Cosa servirebbe dunque per rendere la nostra sanità meno invisa ai consumatori? "L'Italia - afferma Johan Hjertqvist, presidente di Health Consumer Powerhouse - dispone attualmente di servizi di informazione sanitaria piuttosto buoni, trasparenti e accessibili. Peccato che i cittadini non ne sono bene informati: un po' più di marketing non guasterebbe". Francamente, tutta la motivazione appare poco comprensibile. D'altra parte se anche il Servizio sanitario britannico esce male da questa indagine, forse la compagnia non è delle peggiori...

 

Come è possibile? Come è possibile che un Servizio Sanitario quasi perfetto scivoli così in basso nel gradimento dei Cittadini e dei Pazienti?

Qualcuno dice che, in realtà, la classifica dell'OMS non misuri la "qualità del Servizio Sanitario", bensì lo "stato di salute delle popolazioni". Questo aspetto, come sanno bene tutti coloro che si occupano di Sanità dipende solo in minima  parte (per i più ottimisti, non più del 20%)dal Servizio Sanitario, ma ritrova la sua origine in situazioni non influenzabili dai medici (geni, clima, abitudini alimentari, livello socio-economico, ecc.). In poche parole è come se vedendo una persona che gode di buona salute dicessimo che è merito del suo medico, che magari, non ha mai visto in vita sua.

Perché è importante invece fare chiarezza su questo?

Noi tutti abbiamo notato che ogni volta che in un dibattito televisivo (ma sarà capitato anche a voi quando vi lamentate di qualche disservizio, o di errori fatali, o disguidi vari) che l'interlocutore di turno, dal Ministro (ex?) in giù vi ricordi che "il nostro Servizio è il secondo al Mondo". La sentenza, probabilmente, come abbiamo visto, scorretta, è il tappo/alibi che chiude la bocca di chi tenta di analizzare le disfunzioni e gli errori.

Ora, ed è un suggerimento dato ai Politici ed al Management: non è meglio concentrarsi sui problemi, che sono molti, che affliggono la nostra Sanità? Difficile affrontare qualunque problema se lo rimuoviamo dai nostri occhi e dai nostri orizzonti... O forse questa imprecisione nella presentazione delle classifiche nasconde qualcosa di inconfessabile? 

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